Parlare di Moreno non è facile

Notizia pubblicata il 15/06/2026

Per me non era soltanto un fratello: era il fratello maggiore, un punto di riferimento, una presenza che ha accompagnato tutta la mia vita.

Eravamo tre fratelli. Certo, come in tutte le famiglie, non sempre la pensavamo allo stesso modo. Ognuno aveva le proprie idee e il proprio carattere. Ci sono stati momenti di confronto e anche di discussione. Ma quando c'era bisogno di esserci, eravamo uniti. Eravamo tre fratelli inseparabili, pronti a sostenerci e a difenderci l'un l'altro. Questo legame non si è mai spezzato e oggi sento ancora più forte il valore di ciò che abbiamo condiviso.

Moreno era una persona buona, allegra, capace di stare con tutti. Era difficile vederlo arrabbiato. Affrontava la vita con serenità, con il sorriso e con quella disponibilità che lo rendeva benvoluto ovunque andasse. Chi lo ha conosciuto sa quanto fosse naturale per lui aiutare gli altri, senza aspettarsi nulla in cambio.

Aveva molte passioni. Amava la corsa e portava nel cuore il prestigio della Polisportiva Policiano, della quale era orgoglioso. Da giovane si era appassionato alla batteria; poi la vita lo aveva portato su altre strade, ma la musica è sempre rimasta una sua grande compagna. Gli piaceva ascoltarla, lasciarsi trasportare dai ricordi e dalle emozioni che sapeva regalargli.

E poi c'era il campeggio, una delle sue passioni più grandi. Per oltre quarant'anni è stato parte della sua vita. In campeggio aveva trovato amicizie sincere e persone che lo stimavano profondamente. Era uno di quelli che non si tiravano mai indietro: se c'era da lavorare, da sistemare qualcosa o da aiutare qualcuno, Moreno c'era sempre. Anche negli ultimi giorni continuava a parlare del desiderio di tornare lì, in quel luogo che considerava una seconda casa.

La sua generosità si esprimeva anche nel volontariato e nell'aiuto concreto verso chi aveva bisogno. Ha dedicato tempo, energie e risorse a sostenere persone e strutture, sempre con discrezione e con grande umanità.

Ma sopra ogni cosa c'era la sua famiglia.

Accanto a lui, per oltre cinquant'anni, c'è stata Rosanna. Hanno condiviso una vita intera: le gioie, le difficoltà, il lavoro, i viaggi, le preoccupazioni e i momenti felici. Erano una coppia che affrontava tutto insieme. Rosanna è stata la sua compagna di vita in ogni momento, sempre al suo fianco, nelle cose più importanti come nelle più semplici attività quotidiane. La loro è stata una storia costruita giorno dopo giorno, con amore, rispetto e dedizione reciproca.

Solo un mese fa abbiamo avuto la gioia di festeggiare il loro cinquantesimo anniversario di matrimonio. Eravamo lì, noi tre fratelli con le nostre mogli, a condividere quel traguardo così importante. Oggi quel ricordo assume un significato ancora più profondo: resta l'immagine di una famiglia unita e di un amore che ha attraversato una vita intera.

Moreno amava profondamente i suoi figli Michele e Lucia  ed era orgoglioso dei quattro splendidi nipoti che gli avevano regalato. Parlare di loro illuminava il suo volto. In loro vedeva il futuro e la continuità della sua famiglia.

Oggi il dolore della sua assenza è grande. Ci mancheranno il suo sorriso, le sue parole, la sua ironia , la sua disponibilità, la sua presenza discreta ma costante. Ci mancherà sapere che basta una telefonata o un incontro per ritrovare quel fratello che c'era sempre.

Ma insieme al dolore c'è anche la gratitudine.

Grazie, Moreno, per l'esempio che ci hai dato. Grazie per l'affetto che hai saputo donare, per la tua generosità, per il tuo senso della famiglia e per tutto ciò che hai lasciato nelle nostre vite.

Continuerai a vivere nei ricordi che custodiamo, nelle persone che ti hanno voluto bene, nell'amore della tua Rosanna, dei tuoi figli, dei tuoi nipoti, dei tuoi fratelli e di tutti i tuoi amici.

Ciao Moreno.

È stato un privilegio essere tuo fratello.

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